Impianti di riscaldamento e raffreddamento a pavimento

Il futuro della climatizzazione sono gli impianti a pavimento. L’idea, però, arriva dal passato: furono gli antichi romani i primi a costruire un impianto di questo tipo, con pavimenti rialzati e intercapedini nelle quali confluiva l’aria calda di un focolare situato in un locale inferiore. Il sistema radiante è considerato il migliore per il riscaldamento durante i mesi invernali e una soluzione efficace pure nel periodo estivo. Gli impianti a pavimento sono invisibili e convenienti, perché i consumi sono ridotti e non è necessario installare altri sistemi per la climatizzazione degli ambienti.

riscaldamento a pavimento lecce Il meccanismo è abbastanza semplice: il pavimento viene riscaldato e raffreddato inviando acqua calda o fredda alle tubazioni del sistema, le quali sono costruite con tubi resistenti al calpestio e alle temperature alte. Gli impianti, di base, vengono inseriti sotto il pavimento ma, a seconda delle necessità, si possono installare anche nelle pareti. Ciò significa una diminuzione degli ingombri – con un occhio di riguardo particolare per l’estetica – e quindi la possibilità di sfruttare meglio gli spazi di un ambiente.

Al contrario di quanto avviene con i termosifoni, il calore viene trasmesso per irraggiamento e non per convezione, dunque non si hanno spostamenti di polveri e aria e la diffusione del calore risulta decisamente più omogenea. L’isolamento degli elementi che compongono tali impianti è studiato in modo da ridurre al minimo la dispersione termica, garantendo un risparmio energetico fino al 30%, anche perché funzionano con acqua a temperature basse (in un range compreso fra i 25 ed i 40 gradi). La versatilità di questi sistemi permette di abbinarli a diverse soluzioni: caldaie “a condensazione”, pompe di calore e tecnologie che si basano su fonti rinnovabili (come ad esempio un impianto a pannelli solari, che funziona, appunto, a basse temperature). In particolare, una pompa di calore integrata ad un sistema radiante migliora la sua efficienza del 25%, sia in fase di riscaldamento che di raffreddamento.

L‘impianto di raffrescamento si affida ad una legge fisica: “un corpo caldo cede sempre calore ad un corpo più freddo”. L’acqua fredda del sistema radiante può abbassare persino di dieci gradi la temperatura interna rispetto a quella esterna nei mesi in cui si registrano le temperature più alte, il tutto senza gli spostamenti d’aria e il fastidioso ronzio dei condizionatori. Inoltre, grazie a delle sonde connesse ad una centralina, si può regolare la temperatura dell’acqua fredda così da evitare il fenomeno della condensa sui pavimenti. Nel complesso, il consumo energetico di questo sistema di raffreddamento è inferiore del 50% rispetto ad un tradizionale climatizzatore.

Riscaldamento casa

Per aumentare la resa di un impianto di climatizzazione a pavimento serve un sistema di de-umificazione specifico, che consenta di tenere sotto controllo l’umidità presente nell’aria. A ciò si aggiungono i sistemi di termoregolazione, necessari per gestire ogni parametro dell’impianto (temperatura dell’acqua, dell’aria, percentuale di umidità etc.) e mantenere così elevata la sua efficienza. La validità di questi impianti di riscaldamento e raffrescamento dipende anche dal tipo di pavimento, che deve avere una resistenza termica inferiore ad una certa soglia (per la precisione 0,15 W/m2k, ovvero il quantitativo di calore che attraversa ogni secondo un metro quadrato di una determinata struttura: minore è questo coefficiente, minore risulterà la dispersione di calore). I pavimenti più indicati sono quelli in ceramica, marmo, pietra e granito poiché vantano una maggiore capacità di condurre il calore, adattandosi al meglio ad un impianto radiante.

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