Tutti i buoni motivi per realizzare un impianto fotovoltaico domestico

La realizzazione di un impianto fotovoltaico domestico rappresenta un investimento di medio-lungo termine. A testimoniarlo sono innanzitutto le aziende, che da diversi anni scelgono di destinare parte delle loro risorse all’installazione di impianti fotovoltaici. Una decisione oculata, data la sensibile riduzione dei prezzi per le installazioni, ma anche lungimirante perché gli impianti fotovoltaici rappresentano un‘efficace alternativa al rincaro dei costi energetici. Perciò investire nel fotovoltaico può rivelarsi una scelta giusta, e redditizia, anche per i privati.

impianto fotovoltaico domestico Lecce Fra i buoni motivi che la realizzazione di un impianto fotovoltaico domestico porta con sé c’è innanzitutto il risparmio: grazie ad un sistema di questo tipo si riduce, fino ad eliminare completamente, la quantità di energia elettrica che si acquista dalla rete nazionale, i cui costi sono in costante aumento perché la produzione dipende ancora da fonti energetiche tradizionali (carbone e petrolio). La forbice è destinata ad ampliarsi in futuro: da un lato il prezzo crescente dell’energia, dovuto a maggiore scarsità e incremento dei costi di estrazione, sull’altro versante il costo sempre più accessibile del fotovoltaico. Nel giro di sei anni (entro il 2020) assisteremo alla “Grid Parity, ovvero il momento in cui produrre ed acquistare l’energia del fotovoltaico risulterà più economico rispetto all’acquisto di energia prodotta dalle fonti fossili. Per le utenze singole, l’autoconsumo rappresenta il fattore di risparmio principale.

Il fotovoltaico, inoltre, può permetterci di affrancarci dalla dipendenza dall’estero per quanto riguarda l’approvvigionamento del gas. La tematica è quanto mai attuale, visti i disordini in Crimea e Ucraina e le minacce da parte della Russia di “chiudere i rubinetti” del gas dai quali dipende buona parte dell’Europa. Una dipendenza che in passato è emersa più volte, soprattutto con le ondate di freddo intenso durante le quali la Gazprom (l’azienda russa del gas) era costretta a ridurre le esportazioni per privilegiare gli approvvigionamenti interni, causando così non pochi disagi ai Paesi riforniti dalle sue reti (fra questi pure l’Italia). Con un impianto fotovoltaico in grado di riscaldare l’acqua e far funzionare le apparecchiature elettriche come le pompe di calore, verrebbe reciso il “cordone ombelicale” energetico con la Russia. Ridurre l’acquisto di metano significa tagliare un’importante voce di spesa all’interno del bilancio di famiglia.

fotovoltaici a casa

Usando uno slogan di moda da qualche tempo, potremmo dire che il fotovoltaico “ce lo chiede l’Europa”. L’UE ha stabilito degli obiettivi da raggiungere entro il 2020:

– riduzioni delle emissioni dei gas serra del 20%

– ottenere un risparmio energetico del 20%

– aumentare l’energia ricavata da fonti rinnovabili del 20%

In caso un Paese non dovesse rispettare questi obiettivi, andrebbe incontro a pesanti sanzioni che sarebbero poi i cittadini a pagare. Dunque al (superiore) prezzo per l’approvvigionamento da fonti di energia tradizionale, andrebbero ad aggiungersi i balzelli delle sanzioni da pagare, incrementando ulteriormente le spese. Ridurre le emissioni significa vivere in un ambiente migliore, meno inquinato. E l’inquinamento è dannoso non soltanto per la salute ma anche per l’economia di una collettività, sulla quale si riverserebbero i costi sanitari (quali visite, controlli, medicinali etc.) che un ambiente meno salutare comporta. Pure in questo caso, dunque, la produzione di energia più rispettosa nei confronti dell’ambiente si trasforma in fattore di notevole risparmio collettivo ma soprattutto individuale.

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